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Fonti nascoste di sale e calcoli renali

Il sale da cucina, cloruro di sodio secondo la notazione chimica, viene utilizzato abitualmente per insaporire i cibi durante e dopo la cottura. Il suo ruolo nella storia era un altro, veniva infatti usato per conservare gli alimenti e preservarli dall’azione del tempo. Solo in epoche successive si è apprezzato il gusto sapido che il composto dava agli alimenti.

Per gli amanti dei cibi salati, la brutta notizia è legata alla stretta relazione tra sale e calcolosi renale: il sodio consumato in quantità eccessive ha un’azione negativa sul tubulo renale, stimolandolo a liberare calcio. Questo evento induce due fenomeni negativi nel nostro corpo:

  • L’aumento dei livelli di calcio a livello urinario – ipercalciuria – noto fattore di rischio litogeno;
  • Perdita di massa ossea per abbassamento della calcemia e ingresso dei sistemi tampone dell’organismo.

Sarà bene quindi limitare il consumo di sodio, facendo ben attenzione alle fonti nascoste, ovvero a tutti quegli alimenti che contengono sale o sodio diversamente salificato come conservante. Per esempio:

  • pane, che rappresenta la principale fonte di sale della nostra alimentazione
  • cibi precotti
  • conservanti
  • gelati
  • prodotti trasformati

Si consiglia di consultare le tabelle derivate da INRAN e pubblicate su Diabete.com per avere un elenco completo delle fonti di sale.

Il consumo ideale che un paziente calcolotico non dovrebbe superare è compreso tra i 3 e 5 grammi al giorno, tutto compreso. Siete sicuri di non essere sopra questo valore?